Perù

E sono cinquanta. Non poteva capitare meglio questa ricorrenza. Cinquanta viaggi. Ed è toccato al Perù essere proprio il cinquantesimo. In realtà erano almeno dieci anni che inseguivo questa destinazione ma era stata sempre rimandata per fare spazio a viaggi magari non minori ma che per un motivo o per un altro hanno avuto la precedenza. L’occasione si ebbe per il compleanno di un amico che mi chiese di organizzare questo viaggio in occasione della ricorrenza e allora dopo averlo preparato secondo il mio stile ne parlai con gli altri amici e riuscimmo a partire in 12.

Il viaggio non richiese particolari preparazioni a parte qualche visita di controllo viste le quote che avremmo raggiunto e l’acquisto di qualche oggetto o di un paio di scarpe adatte ai percorsi di alta montagna. Io acquistai anche una Go-Pro HERO 3 con la quale sono scattate tutte le foto allegate a questo racconto.

Il giorno 8 di agosto la nostra partenza coincise con lo sciopero selvaggio degli addetti ai bagagli all’aeroporto di Fiumicino e, sapendolo già da prima, cercammo di far entrare nel bagaglio a mano quanta più roba possibile nel caso in cui qualcuna delle valigie in stiva non fosse stata consegnata. Ma così non avvenne. Tutti i bagagli arrivarono puntualissimi e potemmo andare in hotel per essere pronti il giorno seguente alle 5,00 per l’imbarco sul volo per Madrid dove avremmo poi preso il magnifico Airbus 340 IBERIA con destinazione Lima.

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La prima cosa che mi venne in mente vedendo la traccia del volo fu: sei ore di oceano Atlantico, tre di giungla amazzonica e due di Ande. Poco rassicurante…no, decisamente affascinante!

Sorvoliamo (è proprio il caso di dirlo) sul volo di 11 ore e parliamo di Lima. Storia che inizia con la conquista spagnola che ha lasciato molte testimonianze tanto che viene da chiedersi come sarebbe stata la città senza la venuta (nefasta per molti versi ma basilare per le architetture e molto altro) degli spagnoli nel sedicesimo secolo. Il centro storico conserva edifici interessanti sia all’interno che all’esterno e un giorno intero è appena sufficiente per vedere i più importanti.

 

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Infatti il giorno seguente si comincia a percorrere la “Carretera Panamericana” la lunghissima strada che corre lungo la dorsale pacifica del sud America (e oltre) ma prima di immetterci in essa si deve attraversare la città che, non appena fuori dal centro storico, mostra aspetti completamente differenti fino a rivelarci l’immensa periferia fatta di favelas e di case di lamiera senza servizi né strade. Comunque rapidamente lasciamo Lima puntando verso sud attraversando un paesaggio spoglio di vegetazione e di insediamenti antropici punteggiato solo da microscopici paesi formati da un centinaio di “case” attraversati dalla carretera che rappresenta l’unica strada asfaltata. Nel tratto di attraversamento di questi centri abitati si coglie tutta la condizione di povertà in cui vive la maggior parte della gente in Perù. Palazzi costruiti alla meglio, spesso non rifiniti e non pitturati; marciapiedi inesistenti e strade non asfaltate. Negozi spogli, polverosi e poco invitanti, bambini scalzi che inseguono moltitudini di cani randagi. Pranziamo nell’unico ristorante degno di tale nome e riprendiamo la strada per raggiungere Paracas dove avremmo pernottato.

Ed eccoci alla prima escursione storico-naturalistica. Ci rechiamo al molo per salire su dei motoscafi che ci porteranno circa 20 km fuori costa per visitare le Isole Ballestas, un santuario marino per uccelli, pesci, foche, leoni marini e molti altri animali che qui hanno queste isole a disposizione essendo vietato l’attracco di qualsiasi imbarcazione privata. E’ uno spettacolo senza paragoni vedere tutti questi animali volare sopra le teste o saltare fuori dall’acqua o ancora adagiati al sole sulle rocce come per farsi fotografare dagli umani costretti a restare in acqua.

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Rientrando da questa escursione si può vedere il famoso Candelabro inciso sul costone sabbioso. Questo disegno viene assimilato a quelli poco distanti della cultura Nasca di cui non si conosce molto se non i disegni che ha lasciato sull’altipiano che visiteremo nel pomeriggio. Intanto navigando al di sotto di questo primo disegno a forma di candelabro possiamo apprezzarne le dimensioni e cercare di capire il significato e il motivo per cui è stato realizzato migliaia di anni fa.  Astronomia? Omaggio a qualche divinità?  Oppure, come sostengono molti, indicatori di direzione per le astronavi aliene? Di questo e altro ne riparleremo tra poco durante la visita dell’altipiano di Nasca.

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Giusto il tempo di mangiare qualcosa ed eccoci arrivati al piccolo aeroporto da dove partono gli aerei da turismo per il sorvolo delle Linee di Nasca. Il volo dura circa 35 minuti e il pilota inclina diverse volte l’aereo da una parte o dall’altra per permettere ai passeggeri di vedere le grandi figure sul terreno. Figure e linee. A giudicare da questo punto di vista è davvero la terza ipotesi, la meno verosimile, a venire prepotentemente in prima posizione tra le ragioni che hanno portato questa civiltà a disegnare circa 13.000 linee e centinaia di disegni su questo altipiano desertico. Si, proprio gli alieni. Come spieghi linee lunghe chilometri perfettamente dritte che si incrociano con altre altrettanto dritte formando disegni che ricordano molto da vicino le piste dei grandi aeroporti moderni? E come spieghi il disegno del ragno in cui sono riportati particolari talmente piccoli in natura che solo con l’avvento dei microscopi si è riusciti a vedere? E perché il disegno di un umanoide è del tutto simile ad un moderno astronauta? (Vi suggerisco di vedere su internet queste foto in quanto dall’aereo si vedono piccole e dovrebbero essere ingrandite perdendo qualità). Cercatele e datevi una spiegazione plausibile del perché un popolo primitivo debba aver speso chissà quanti anni a creare su un terreno desertico disegni che si possono vedere solo dall’alto. Nessuno avrebbe potuto vederli da terra e nemmeno salendo su una torre di osservazione appositamente costruita si riesce ad apprezzare per intero un disegno.

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Il giorno seguente ci aspetta una lunga tappa di trasferimento “in lungo e in alto” nel senso che da Nasca raggiungeremo Arequipa salendo sulle Ande fino a 2335 metri di quota. Questa strada attraversa paesaggi assolutamente vuoti. Per centinaia di km corre lungo il mare; un Oceano Pacifico di un colore grigiastro essendo il clima di agosto umido e nebbioso (La Garua viene chiamata questa finissima nebbiolina che bagna ogni cosa e impedisce la visuale). Quando non siamo a bordo oceano viaggiamo in un deserto grigio alternato da montagne che finiscono direttamente in acqua. Nessun segno di civiltà per centinaia di km. Ho goduto molto questo giorno di solitudine in quanto il mio gruppetto dormiva e io invece ho approfittato per guardare ogni paesaggio immedesimandomi in chi lo avrà attraversato, proprio come stavo facendo io, nel corso dei secoli con altri mezzi, si intende, non certo un comodo minibus….ma le sensazioni devono essere state le medesime. Solitudine e pulizia. Niente collegamento telefonico per ore ed ore e niente rifiuti della civiltà. Solo natura. Natura primordiale in quanto non c’era nemmeno vegetazione. Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno con questo clima umido che appiattisce ogni cosa, che annulla ogni colore. Infatti durante il loro inverno il clima si mantiene così lungo la costa del pacifico mentre sarebbe cambiato notevolmente salendo in quota. Il vero Perù cominciava adesso.

Peru   FINE PRIMA PARTE.

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Viaggi

3 Comments

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  1. E così inizia il viaggio , anche per chi legge, visto il particolareggiato diario di bordo che riporti.
    Il candelabro? Non so proprio, affascinante la terza ipotesi, ma mi convince di più la divinità. Gli umani per dei e santi hanno fatto cose pazzesche (e per fortuna, almeno l’umanità ne gode).
    Povertà in Perù, sì, povertà e splendida natura. Mi par di capire, però, che l’asse turistico è ben organizzato.

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  2. Ecco qui dovrei fermarmi un giorno intero , se non di più , per assaporare pienamente tutto ciò che scrivi sul Perù, un viaggio che in altri tempi, con meno anni sulle spalle e più incoscienza avrei fatto con molto piacere. Per ora ti dico solo BRAVO. Tornerò con calma a leggere per sognare un pò.Buona giornata. Isabella

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