Perù – Parte terza

Da Cusco ci sono diverse escursioni che si possono fare per capire come fosse organizzato l’Impero Inca. La cosiddetta Valle Sacra ospita numerosi piccoli centri abitati che conservano tracce più o meno evidenti di questa civiltà cancellata dalla dominazione spagnola. Le più imponenti sono ad Ollantaytambo dove si può visitare la fortezza che vide lo scontro tra spagnoli e inca che cercavano di riformare l’esercito dopo la disfatta subita a Cusco.

GOPR2673

GOPR2684

C’è anche un paesino con mura inca da visitare e tutte le case e le strade conservano ancora l’aspetto caratteristico:

GOPR2814

Aggirandoci per la Valle Sacra notiamo un nome conosciuto: Angelo D’ Arrigo. Il nostro compianto “uomo del cielo” che volava con gli uccelli e come gli uccelli. Planando con essi ad incredibili altezze e per lungi tragitti. La morte lo ha colto in un banale volo su di un aereo da turismo; qui, nella sua Sicilia anche se sono sicuro che egli si sentisse figlio del mondo e fratello degli animali. E’ stata doverosa una sosta con fotografia e spiegazione all’autista e alla nostra guida che non lo conoscevano.

DSC00325

 

Un altra cosa che ci ha colpito durante la strada sono state le locande dove si cucina e si serve il Cuy alla brace. Il Cuy è il nome onomatopeico del porcellino d’India che qui è molto apprezzato come animale da compagnia ma anche come carne da consumare alla brace. Qualcuno di noi lo ha assaggiato…..

GOPR2725

E finalmente arrivò il giorno che tutti aspettavamo. La partenza in treno verso il luogo più nascosto. Il gioiello prezioso che si innalza come una corona, protetto come una gemma. Le strade asfaltate finiscono ad Ollantaytambo e bisogna scegliere se farsi tre giorni a piedi lungo l’ Inka Trail oppure andare in treno e quindi risalire in autobus. il treno ha dei finestrini anche sul tetto in quanto, essendo la strada ferrata in fondo alle gole di montagne alte migliaia di metri, da questi finestrini si vedono alberi, vette e tutto l’ambiente che forma la valle dell’Urubamba. La scena in stazione aveva tutto l’aspetto di un film d’avventura; si avvertiva l’emozione che viveva in ognuno dei passeggeri in attesa del treno.

GOPR2834

GOPR3039

L’arrivo ad Aguas Calientes fu molto caotico. Una minuscola stazione si riempì di una folla incredibile in quanto il treno oltre ai vagoni Vistadome aveva anche quelli “normali” su cui viaggiano i peruviani che fanno avanti e indietro per motivi propri e non certo per turismo. Scese di tutto da quel treno e si faceva fatica a camminare figuriamoci a stare insieme….ci ritrovammo all’uscita. Raggiunto l’hotel andammo subito a dormire in considerazione del fatto che la mattina seguente alle 6 dovevamo già essere in coda per prendere il bus per salire a Macchu Picchu.

Una flotta di minibus cominciò, come ogni giorno, a fare sali e scendi lungo i tornanti che da Aguas Calientes portano a Macchu Picchu. Spesso le curve si affacciano su strapiombi e altrettanto spesso si incontra un altro di questi minibus venire nel senso opposto. Ma arrivammo tutti sani e salvi per iniziare questa attesissima visita.

GOPR2858

GOPR2936

GOPR2899

GOPR3004

Tre ore abbondanti tra salita e visita vera e propria attraversando tutto il sito, entrando nelle case, passeggiando lungo le strade. Foto e commenti; panorami e pensieri. Rimembranze storiche e un senso di dispiacere nel considerare come tutto questo sia finito in pochi anni dall’arrivo degli europei. Si, d’accordo….loro erano una civiltà primitiva che faceva sacrifici umani…e poi storicamente c’è sempre un ricambio….esiste la legge del più forte, lo sappiamo…ma qui quello che si percepisce è piuttosto il senso di un raggiro perpetrato ai danni di un popolo ingenuo costretto ad accettare un Dio sconosciuto e un Re distante un oceano che parlava una lingua incomprensibile e che aveva mandato soldati vestiti di ferro con bastoni tuonanti a cavallo di animali mai visti prima. Vicente de Valverde, il sacerdote che accompagnava Pizarro durante la conquista e che in seguito divenne primo vescovo di Cusco, era presente al momento della cattura del Inca Atahualpa.

Pizarro invitò il sovrano inca a venire a trovarlo presso il suo quartier generale a Cajamarca. Egli accettò e si presentò con circa 50,000 soldati. Ma all’interno del cortile del palazzo di Pizarro non potevano entrarne più di 5,000. Chiuse le porte alle loro spalle Vicente de Valverde si avvicinò ad Atahualpa e, con l’aiuto di un interprete, disse che egli era stato mandato da Pizarro che a sua volta era stato mandato dal Re di Spagna che a sua volta agiva per volere del Papa che a sua volta rappresentava il potere di Dio in terra e la parola di quest’ultimo si trovava nel libro ( la Bibbia) che egli teneva in mano e che porse al sovrano inca. Questi non avrebbe mai potuto capire e collegare tutta la sequela di nomi e cariche che da un semplice sacerdote portavano a Dio e inoltre non udì la parola di Dio “scaturire” dal libro e quindi lo scaraventò a terra facendo infuriare Vicente de Valverde e offrendo lo spunto a Pizarro (che comunque non ne aveva certo bisogno) per attaccare quegli uomini inermi trafiggendoli con le lunghe lance di ferro e sparando loro dalle finestre soprastanti il cortile. Atahualpa cadde dal trono su cui era portato e fu fatto prigioniero. Il resto dei soldati, privi del loro Sovrano – Divinità si arrese senza combattere sancendo così la fine dell’Impero Inca. Qualche giorno dopo Atahualpa fece una offerta a Pizarro: “Lasciami libero e io ti riempio di oro questa stanza (dove era rinchiuso) fino al soffitto”. Pizarro accettò ma una volta che la stanza fu piena lo fece uccidere ugualmente.

L’impero Inca finiva qui. Successivamente tutto quello che aveva significato cominciò a perdere importanza, i popoli sottomessi si liberarono da una schiavitù per subirne un altra e le maestose città furono modificate o abbandonate. L’aquila cristiana aveva definitivamente sottomesso il giaguaro andino e navi cariche di oro attraversarono l’oceano per abbellire case private e chiese. Le pale e le decorazioni in oro che vediamo in molte chiese in Italia e in Spagna sono frutto di questo sangue versato, di questo furto legalizzato dai Re spagnoli e avallato dai Papi romani.

 

Ferox gens nullam esse vitam sine armis rati. (Tito Livio)Peru

Annunci

About the post

Viaggi

2 Comments

Add yours →

  1. Hai pubblicato alcune foto bellissime.
    La stanchezza non mi consente di leggere a dovere questo post che contiene anche storia e sentimento. Lo farò tra qualche giorno, ma stasera ci tenevo a lasciare un saluto.
    I.

    Mi piace

  2. beh! tu si che sei un viaggiatore, io sono solo una che si sposta. belle immagini.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: