Praga

Buon 2015 a tutti i lettori.

Come da ormai consolidata tradizione ho trascorso il capodanno fuori Italia e questa volta è toccato a Praga.

Il mio viaggio numero 53 mi ha portato in quel gioiello architettonico che è la capitale boema con le sue guglie e palazzi che visti da alcune angolazioni sembrano alla rinfusa ma che poi percorrendo le strade si dipanano in una rete ricca di spunti storici e panoramici interessantissimi.

Cercherò di illustrare la città seguendo il filo storico/mistico che avvolge l’atmosfera e la storia di Praga fin dai tempi antichi facendone oggi una città che attira per la sua vita mondana ma anche per quello che ha rappresentato in passato. A partire dal nome Praha che significa soglia. Soglia tra un mondo e un altro? Tra il bene e il male? Tra la luce e le tenebre?

Il suo lato mistico si deve certamente a Rodolfo II° d’Asburgo ma prima di continuare è interessante esaminare il momento storico dal punto di vista politico, religioso e scientifico.

Da pochi decenni era stata scoperta l’America (1492) e i turchi di Solimano il Magnifico avevano chiuso le vie verso oriente ai mercanti europei e anzi cercavano di avanzare verso ovest assediando Malta (1565) dove però furono sconfitti e così a Lepanto (1571). In Europa si arrivò allo scontro armato (1587) tra la Spagna di Filippo II° d’Asburgo e l’Inghilterra di Elisabetta I Tudor e quest’ultima aveva vinto aprendo all’Inghilterra le vie del commercio con le Americhe e successivamente con l’oriente che avrebbe portato in un secolo e mezzo a creare quello che è stato il più grande impero mai esistito: L’Impero Inglese.

Era tutto un fermento anche di pensatori. Basta nominare Erasmo da Rotterdam (1466-1536); Giovanni Calvino (1509-1564); Martin Lutero (1483-1546) che furono preceduti da Jan Hus (1371-1415).

E lo stesso dal punto di vista scientifico con personaggi del calibro di Leonardo da Vinci (1452-1519);  Nicolò Copernico (1473-1543); Tycho Brahe (1546-1601); Galileo Galilei (1564-1642); Johannes Kepler (1571-1630).

Risulta evidente come in Europa si vivesse un periodo da un lato esaltante ma dall’altro ancora troppo ancorato a superstizioni, tradizioni e religioni che impedivano il libero pensiero (Hus fu arso vivo e Galileo ci andò vicino così come Lutero) e dove la Santa Inquisizione decideva chi e cosa fosse giusto o sbagliato.

Rodolfo II° d’Asburgo stabilì a Praga la capitale del Sacro Romano Impero sottraendo il titolo a Vienna. Egli era un amante del mistero tanto da possedere una raccolta di oggetti, simulacri e reliquie più o meno vere per creare la quale spese molti soldi e per aver formato una elite di scienziati che lavoravano per lui primi tra tutti Keplero e Brahe. Ma anche l’Arcimboldo che lo ritrasse in uno dei suoi quadri di frutta e verdura. Inoltre egli si avvalse di alchimisti vari per cercare di trasformare i metalli in oro assegnando a questi tutta una serie di abitazioni in una parte del “castello”: il vicolo d’oro.

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In realtà non esiste un vero e proprio “castello di Praga” semmai soltanto nel nome del quartiere HRADCANY in cui la parte iniziale  HRAD-  si può identificare come qualcosa che abbia a che fare con un castello. Si tratta di un insieme di palazzi e chiese, tra cui la famosa Cattedrale di San Vito, tutte collegate tra di loro e recintate. Un mini quartiere; una zona protetta. Subito dopo l’ingresso si arriva alla Cattedrale di San Vito in stile gotico ma non per questo cupa. Anzi l’ho trovata decorata come poche altre (anche all’esterno come si vede nella foto sottostante) e con decori e vetrate coloratissime all’interno dove si trova il sepolcro di San Giovanni Nepomuceno interamente in argento. (Ci sarebbe dietro una lunga storia che qui non c’è spazio per raccontare…).

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Questo era il punto di arrivo dei Re che venivano incoronati a Praga. Il corteo dell’incoronazione partiva dal confine della città vecchia, presso la porta Prasna Brana (che immette a Stare Mesto)  e seguiva poi il percorso lungo la via Celetna, la piazza della Città Vecchia, quindi la via Karlova, la porta della Città Vecchia, il ponte Carlo, la porta del quartiere piccolo (Mala Strana) e quindi la salita fino alla Catterale.  Noi lo percorreremo adesso nel senso opposto. Tutti questi riferimenti a “Carlo” si intendono fatti a Carlo IV° del Lussemburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero; nato e morto a Praga. (Lussemburgo è la dinastia).

Scendendo verso il fiume Moldova si attraversa il quartiere di Mala Strana; piccolo e tutto in pendenza con strade e piazze su cui affacciano palazzi dai colori delicati e dalle molteplici forme. Oggi tutto il quartiere è un brulicare di turisti che percorrono ogni viuzza alla ricerca di uno scorcio da fotografare o di un locale dove mangiare ma facendo un piccolo sforzo si può immaginare il silenzio che avvolgeva questa parte di città durante i tempi passati. L’atmosfera invernale aiuta moltissimo con le sue nebbioline e i passi resi felpati dalla neve fresca……noi abbiamo avuto il sole durante la visita ma la neve, che era già caduta il giorno precedente è tornata a posarsi nel pomeriggio regalandoci questa magica atmosfera.

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Subito dopo la porta del quartiere piccolo (Mala Strana), camminando già sul ponte Carlo, sulla destra si vede l’isoletta di Kampa che abbiamo attraversato per intero trovandovi un tipico ristorantino proprio a ridosso del canale che rende isola questa parte di città.

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Il canale dell'isola di Kampa
Il canale dell’isola di Kampa e la ruota ghiacciata

A questo punto siamo già sul ponte Carlo che, con i suoi gruppi scultorei che, si dice, cambino forma durante la notte (dipende dalla quantità di alcool ingerita nel frattempo) unisce i due quartieri. (In realtà la foto inserita guarda da Stare Mesto a Mala Strana quindi al contrario dell’ itinerario che stiamo idealmente percorrendo…).

Ponte Carlo
Ponte Carlo

La via Karlova con il suo andamento a zig zag immette ben presto nella Piazza della Città Vecchia dove c’è il famoso Orologio Astronomico che, essendo stato costruito nel 1410, ha la caratteristica di avere il suo funzionamento impostato con la Terra come centro dell’Universo e con la Luna e il Sole che girano intorno. Oltre ai segni zodiacali e l’ora boema. Allo scoccare di ogni ora uno scheletro si muove suonando una campanella che indica lo scorrere del tempo e, ai suoi lati, ci sono un turco che indica il peccato della lussuria, una figura con lo specchio che indica il peccato della vanità e un altra con in mano un sacchetto di monete che indica l’avidità. In passato questa ultima rappresentava un usuraio ebreo ma fu modificata dopo la seconda guerra mondiale.

Orologio Astronomico
Orologio Astronomico

La chiesa di Santa Maria di Tyn, si trova letteralmente incastrata con i palazzi che le stanno intorno. Soprattutto davanti. Gli edifici colore beige che si vedono hanno il muro proprio attaccato alla facciata della chiesa e quindi per accedere alla stessa si deve passare da un cortile. Le due torri che terminano con molte guglie sono leggermente differenti. Quella di destra è più massiccia e rappresenta l’elemento maschile mentre quella di sinistra, più snella, rappresenta l’elemento femminile.

Al suo interno c’è la tomba dell’astronomo Tycho Brahe che fu il primo ad osservare una Supernova (il termine  -nova è stato da lui introdotto) ed è stato uno dei maggiori astronomi dell’era pre-telescopica che pochi decenni dopo sarebbe stata aperta da Galileo.

Santa Maria di Tyn e gli edifici costruiti a ridosso della facciata principale.
Santa Maria di Tyn e gli edifici costruiti a ridosso della facciata principale.
Piazza della Città Vecchia
Piazza della Città Vecchia e la chiesa Santa Maria di Tyn sullo sfondo
La stessa parte di Piazza vista dalla cima della torre del Municipio
La stessa parte di Piazza vista dalla cima della torre del Municipio

Da questa piazza facciamo una deviazione verso nord per visitare il quartiere ebraico Josefov. Il nome gli viene da Giuseppe II d’Asburgo-Lorena che nel 1781 abolì le leggi discriminatorie. E’ altresì vero che a Praga è sempre stata presente una folta comunità ebraica le cui sorti hanno seguito gli andamenti storici e religiosi che l’Europa ha attraversato nel corso dei secoli. L’ultima di queste fu proprio durante il nazismo le cui autorità avevano deciso di lasciare intatto il cimitero ebraico a “perenne ricordo di un popolo estinto”. Oggi possiamo ancora ammirare questo piccolo cimitero con migliaia di lapidi addossate l’una all’altra a causa del fatto che nel corso dei 300 e più anni di utilizzo qui sono stati sovrapposti diversi strati di terra per seppellire nuovi ebrei morti e le lapidi ogni volta sono state portate in superficie. Comunque non è più in uso da secoli.

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Nella foto sotto, sulla destra, la Sinagoga Starnova, la seconda Sinagoga più antica d’Europa (la più antica è quella di Trani). Nella sua soffitta si dice che sia nascosto il Golem e per questo motivo da oltre seicento anni nessuno è mai entrato. Ci sono diverse Sinagoghe nel quartiere ebraico di Praga ma la più bella è sicuramente quella Spagnola.

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L'interno della Sinagoga Spagnola
L’interno della Sinagoga Spagnola

E continuando il nostro itinerario ritorniamo al centro perdendoci nelle stradine che comunque convergono tutte sull’asse principale ma che offrono alla vista sempre eleganti palazzi o scorci caratteristici come la porta di Prasna Brana.

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Prasna Brana

Dedichiamo l’ultimo giorno alla visita di Piazza San Venceslao che porta il ricordo dei moti che caratterizzarono la Primavera di Praga e il sacrificio di Jan Palash che qui, per primo, si arse vivo per protestare contro l’occupazione sovietica che sarebbe comunque continuata per altri 20 anni.

Piazza San Venceslao
Piazza San Venceslao

Poco distante si trova la Cappella di Betlemme che è il luogo in cui Jah Hus parlava ai fedeli cercando di far notare lo stato in cui versava la Chiesa Cattolica Romana divisa dallo Scisma d’Occidente che aveva posto due papi sul trono di Pietro (Benedetto XIII ad Avignone e Gregorio XII a Roma) che nonostante le divisioni interne da un lato era solerte ad applicare la vendita delle indulgenze per finanziare guerre e intrighi politici e dall’altro non permetteva di pensare diversamente da quanto essa stessa aveva stabilito. Hus fu mandato al rogo perché aveva predicato le idee di Wycliff (1329-1384) che sosteneva che un predicatore può predicare senza il permesso del vescovo dal momento che annunziare il Vangelo è un comandamento di Cristo.

La Cappella di Betlemme
La Cappella di Betlemme

Assorto nella visita dal punto di vista storico e culturale ho vissuto ben poco l’aspetto relativo al capodanno ma anche in questo contesto Praga ha dato il meglio di sè. Ho camminato in mezzo ad una folla di persone tra quelle secolari strade e piazze e solenni monumenti che ci guardavano gozzovigliare chiedendosi sicuramente dove fosse finita quella severità che aveva eretto le loro statue e acceso roghi nelle piazze. Abbiamo inneggiato a questo 2015 senza sapere cosa potrà darci e ci siamo scambiati gli auguri di poter continuare a viaggiare; di poter vivere ancora questa avventura umana senza eguali che è il viaggio.

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Eye_irisAngolo della meditazione:

 

Quando è stata abolita la Santa Inquisizione chiamato anche Santo Uffizio?

Chi ha creato il primo ghetto ebreo della storia?

Che cosa era il Golem?

 

 

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11 Comments

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  1. Bellissime foto corredate da informazioni. Complimenti e Buon 2015 a te.
    Ciao, Pat

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  2. Sono venuta a curiosare da te ed ho avuto il piacere di rivedere Praga dopo circa 28 anni e sinceramente, non per farti complimenti, sei stato una guida fantastica non solo per le foto ma per le notizie storiche.

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  3. .

    Quando è stata abolita la Santa Inquisizione chiamato anche Santo Uffizio? Nel 1820

    Chi ha creato il primo ghetto ebreo della storia?
    Il 29 marzo 1516 il senato veneto obbligò gli ebrei a vivere in un quartiere di Venezia dotato di due porte, aperte al mattino e chiuse la sera. La zona ospitava una fonderia, da qui il termine “geto”, presto adottato in molte altre città italiane ed europee.

    Che cosa era il Golem?
    Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraica gelem che significa “materia grezza”, o “embrione”. Esso fa la sua prima apparizione nella Bibbia (Antico Testamento, Salmo 139:16) per indicare la “massa ancora priva di forma”, che gli Ebrei accomunano ad Adamo prima che gli fosse infusa l’ anima.

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    • 1) Quella Spagnola è stata abolita nel 1820. Ma La Congregazione della Sacra Romana e Universale Inquisizione o Sant’Uffizio creata da Papa Paolo III con la bolla “Licet ab Initio” nel 1542 è l’unica ANCORA OGGI ESISTENTE.
      Non distribuisce più esecuzioni, d’accordo, ma solo perché non ha più l’appoggio dei governi ma non è stata mai abolita. Ha subito variazione di nomi nel 1908 e anche nel 1965 (per renderla più presentabile ai tempi che cambiavano) e anche Giovanni Paolo II° nel 2000 non ha fatto altro che ridefinire i compiti guardandosi bene dall’abolirla mettendovi a capo proprio quel Joseph Ratzinger che sarebbe diventato Papa Benedetto XVI°.

      2) Tuttavia la limitazione era solo questa. A Venezia essi potevano ancora fare commercio libero ed arricchirsi.
      La vera reclusione ed esclusione dalla vita normale e dalla società avvenne il 12 luglio 1555 quando Papa Paolo IV°, con la bolla Cum nimis absurdum, li costrinse non solo a vivere nel ghetto di Roma ma anche a portare segni di riconoscimento della loro fede e fu loro proibito di esercitare qualunque commercio ad eccezione della vendita di stracci e vestiti usati nonché di possedere beni immobili.
      Diciamo che i nazisti non hanno inventato niente da questo punto di vista. Hanno copiato il Papa…..

      3) Nel caso di Praga fu una creatura in argilla plasmata dal rabbino Low a cui dava vita scrivendo in fronte la parola “Verità”…..

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  4. E’ una splendida città e tu la completi con gli attenti riferimenti storici, sottolineandone la grandiosità del passato. Io, che l’ho visitata nel periodo buio e poi venti e passa anni dopo, appena due anni fa, non ho potuto non far risaltare la differenza tra i due periodi. Stessa cosa per Budapest.
    La piazza dell’orologio per me resta una delle piazze più belle del pezzo di mondo finora visitato e il ponte Carlo una volta visto, non si dimentica più.
    Spettacolari le tue foto dall’alto.

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  5. Credo che sia inutile dire che dopo aver letto tutto ciò mi è presa un’irresistibile voglia di afferrare lo zaino e partire, voglia che già è molto presente nella mia vita ma che dopo questo dettagliatissimo resoconto sulla città di Praga si è fatta decisamente più forte…53 viaggi?? Sono tantissimi, però questo mi rende speranzosa nel dire che “si può fare”, voglio dire, è possibile far si che i viaggi facciano parte della nostra vita.
    Spero di passare al più presto per perdemi nel resto dei viaggi.

    Dreamer

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  6. Grazie per il tuo commento. Si, 53 viaggi. Forse sono uno dei pochi che ha potuto unire passione e lavoro e farne lo scopo della vita. Naturalmente, proprio perché è lavoro, alcune destinazioni sono state ripetute nel corso degli anni ma questo mi ha permesso di conoscere benissimo i posti.

    Un proverbio che ho sentito in Africa recita:” Dove c’è un desiderio c’è una via”. Quindi coraggio…

    Pubblicherò altri racconti di viaggio nelle prossime settimane. Il tempo di scriverli….

    Bruno.

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  7. Splendida città, splendide foto. Ottimo reportage!

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  8. Rivedere Praga è stata davvero un’emozione…ci sono stata nel primavera del 1990…troppo tempo ormai.
    C’era ancora la Cecoslovacchia, si soggiornava a pochissimo prezzo, vigevano ancora molte restrizioni (per rifornirci di carburante c’erano dei buoni speciali). Una città davvero unica: il ponte Carlo con i suoi suonatori ambulanti, le statue nere per lo smog (tranne una…chissà se è nuovamente annerita), il cimitero ebraico, il monumento a Jan Palach (era ancora vivo il ricordo del suo sacrificio), la porta delle Polveri, il vicolo d’Oro, con le sue casette piccole…grazie per avermi ricordato tutto questo. 🙂

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  9. Caro Bruno leggerti mi fa invidia. Il viaggio è nelle mie corde anche se poco ho viaggiato, ma penso di avertelo già scritto. In compenso mio figlio è stato a Praga tre volte e come te ha scattato foto bellissime di una città che io, ahimè devo ancora visitare. Praga ha un fascino che tu hai saputo rendere benissimo seguendo tracce storiche e fotografando vie e scorci con bravura . Mi hai fatto tornare il desiderio di andarci. Isabella

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