Florida

Ci pensavo da un pò di anni a come e dove festeggiare il mio 50° compleanno e più volte avevo fatto progetti ma non riuscivo a decidermi. Optai alla fine per un posto che avevo già visitato ma che mi piace e dove sicuramente tornerò ancora. E così siamo partiti quel 23 dicembre del 2011 per trascorrere Natale, Santo Stefano e Capodanno in Florida; the Sunshine State.Sunshine State A dire il vero siamo atterrati ad Atlanta, in Georgia e c’era freddo; giusto il tempo di visitare la sede della Coca-Cola e cercare (su richiesta di una partecipante al viaggio) la contea di Tara dove dovevano esserci le famose Dodici Querce di Via col Vento….ma non l’abbiamo trovato. Puntammo quindi decisamente verso sud superando nel primo pomeriggio del secondo giorno il confine con   la Florida. Pernottammo a Jacksonville e il giorno seguente la prima visita fu per il Castello San Marcos che si trova a St. Augustine. Il Castello San Marcos è una delle più antiche costruzioni spagnole nel Nuovo Mondo costruito per difendersi dagli attacchi dei corsari inglesi ma il destino della Florida fu di passare per due volte di mano dagli Spagnoli agli Inglesi che la restituirono ancora alla Spagna per poi essere ceduta agli USA. Oggi il Castello è una attrazione turistica ben conservata e ben gestita.

Castillo San Marcos
Castillo San Marcos

A sud di St. Augustine c’è Daytona famosa per il circuito in cui si disputano le gare NASCAR (qui non è un ovale perfetto come a Indianapolis essendo un po “deformato” da un lato) e dopo averlo visitato andiamo sulla spiaggia dove è possibile accedere con le auto in pieno stile film anni ’50.

Sono io alla guida sulla piaga di Daytona il giorno di Natale 2011
Sono io alla guida sulla spiaggia di Daytona il giorno di Natale 2011
La spiaggia di Daytona il giorno di Natale 2011
La spiaggia di Daytona il giorno di Natale 2011

Quel giorno abbiamo deciso di fare un pranzo di Natale del tutto diverso dai 49 precedenti (almeno per me) e abbiamo mangiato in spiaggia quello che poco prima avevamo acquistato in un supermarket. Trascorsa la notte ad Orlando e senza andare a visitare i famosi parchi giochi di Disneyland (peraltro già visti la volta precedente) perché il nostro interesse era tutto per il Kennedy Space Center e infatti il giorno seguente alle 08,30 eravamo già all’ingresso. Qui la visita è soltanto accompagnata; non si può andare in giro da soli e si entra nelle stanze che hanno fatto la storia dell’astronautica. Quanti di noi ricordano le ore del primo allunaggio il 20 luglio del 1969 con Neil Armstrong che scese dalla scaletta saltellando sul suolo lunare? Io ero molto giovane e non ho grossi ricordi ma in seguito mi sono documentato molto e quindi sono tornato per la seconda volta al Kennedy per rivivere le sensazioni che avevo provato la prima volta.

Gli ugelli di scarico del Saturn 5 il razzo vettore che ha portato gli equipaggi Apollo sulla Luna. Un uomo ci sta comodamente in piedi essendo larghi ognuno più di due metri.
Gli ugelli di scarico del Saturn 5 il razzo vettore che ha portato gli equipaggi Apollo sulla Luna. Un uomo ci sta comodamente in piedi essendo larghi ognuno più di due metri.
Lem
Il LEM che servì per gli atterraggi sulla Luna.

Proseguendo ancora verso sud si arriva alle Everglades, una grande distesa di paludi che un tempo erano abitate dai pellerossa Miccosukee che insieme ai Seminole furono due delle principali popolazioni native della Florida che si scontrarono con spagnoli prima e americani successivamente per poi essere amalgamati nella nuova nazione. Ma non del tutto. I Miccosukee infatti si nascosero nelle Everglades, dove ancora oggi è difficilissimo addentrarsi, per non piegarsi ai soldati che imponevano loro la una “civiltà” che non volevano. Oggi si fanno escursioni su veloci imbarcazioni con una enorme elica che spinge a pelo d’acqua per andare a vedere gli alligatori nel loro ambiente naturale.

Croc
Alligatore nelle Swamp delle Everglades

Ma la Florida non finisce qua. Terminata la terraferma comincia una collana di isole che si allunga per 180 km tutte collegate da ponti che in poche ore permettono di raggiungere un paradiso tropicale chiamato Key West che si trova a 90 miglia a nord di Cuba. Dopo aver percorso l’autostrada che divide l’Oceano Atlantico dal Golfo del Messico si arriva in questa isola che gli spagnoli chiamarono Cayo Huesos (isoletta delle ossa) per il ritrovamento di alcuni scheletri ma che in seguito gli americani ribattezzarono Key West. Segue una carrellata di foto con didascalie.

Lungo il ponte che collega le isole Keys.
Lungo il ponte che collega le isole Keys.
Key West, This is Paradise
Il cartello di accoglienza a Key West
Key Beach
La mattina del 31 dicembre ne abbiamo approfittato per fare un bagno…
Senza vetri
Gli autobus sono senza finestrini a Key West e considerate che siamo a fine dicembre….
Mallory Square
Mallory Square, Key West. Qui ogni sera si ripete il rito del tramonto. Migliaia di persone si ritrovano nei locali a bere e ad ascoltare musica o semplicemente a parlare in attesa del “Sunset” o, meglio, “La puesta del Sol” visto che lo spagnolo è forse più diffuso dell’inglese….
Sloppy
Lo Sloppy Joe’s Bar è il luogo più famoso di Key West. Nel retro di questo bar visse per molti anni Ernest Hemingway. Oggi è ancora molto frequentato e l’interno è tutto pieni di oggetti, bandiere e foto del famoso scrittore.
Key Life
Duval Street, Key West. Tutti i locali sono pieni di gente. Ogni sera. Spesso anche i locali sono senza vetri e non è difficile assistere a gente che balla anche fuori dai locali seguendo la musica che viene dall’interno.
Key ship
Approssimandosi l’ora del tramonto salpano barche di ogni dimensione piene di gente che brindano ogni sera come se fosse capodanno (ma questa sera lo era davvero..) e aspettano così il momento magico quando tutto diventa arancio e azzurro.
Veliero a Key West la sera del 31 dicembre 2011
Ancora un veliero al largo di Key West la sera del 31 dicembre 2011
Piccoli aerei per godere di un altra prospettiva sul tramonto.
Piccoli aerei per godere di un altra prospettiva sul tramonto. Infatti si può anche salire su uno di questi aerei per aspettare romanticamente il tramonto in stile film “Pearl Harbor”…
Chistmas
Le case addobbate per il Natale a Key West

Finita la festa, senza riposare, ci siamo spostati velocemente a Miami Beach per arrivare prima dell’alba e quindi poter assistere al sorgere del primo sole del nuovo anno e partecipare anche a quest’altra festa….

Alba del 01 gennaio 2012 vista da Miami Beach
Alba del 01 gennaio 2012 vista da Miami Beach
Eccomi a Miami Beach il 1° gennaio 2012 dopo aver visto sorgere il nuovo giorno partecipando ad uno straordinario happening con centinaia di persone che hanno brindato al nuovo sole
Eccomi a Miami Beach il 1° gennaio 2012 dopo aver visto sorgere il nuovo giorno partecipando ad uno straordinario happening con centinaia di persone che hanno brindato al nuovo sole in vari modi: chi con birra, chi con canti intorno al fuoco, chi accarezzando il proprio animale domestico e chi addormentandosi su un letto di petali di rose bianche stringendo la persona amata con accanto una bottiglia vuota di Moët & Chandon.

Non potevo scegliere meglio il viaggio del mio 50° compleanno. Sebbene avessi già visitato questi posti il viaggio è stato un continuo susseguirsi di piacevoli sorprese. Come già detto ci tornerò perché la sete di viaggiare non si può placare e quando ti addormenti durante un viaggio non sai se sognare il sogno vissuto oggi o quello che ti aspetta domani.

FLORIDA

Flag_of_Florida.svg

The Sunshine State

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3 Comments

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  1. “It is silly not to hope, he thought. Besides I believe it is a sin”
    da “L’uomo e il mare” di Hemingway
    ho chiuso così il tuo post, quello che hai voluto regalare ai lettori del mio blog e questa lettura ora lo amplia.

    ” e alle 07.07 appare il sole. Radioso.

    Scendo in spiaggia dove molta gente sta festeggiando mentre altri sono ancora sdraiati, sicuramente vinti dalla stanchezza o dall’alcool. I granchi riprendono la vita di ogni giorno, i gabbiani e i pellicani tornano a fare evoluzioni e tuffi per pescare mentre una coppia dorme abbracciata sopra un letto di rose bianche cosparse sulla sabbia; accanto una bottiglia vuota di Moët & Chandon.

    Ho conservato il tappo come ricordo di quella mattina . E del gatto. E della nuova alba.”

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    • Grazie Maria Rosaria per avermi permesso di pubblicare sul tuo blog in quel tempo che non avevo ancora il mio. La versione che ho scritto per il tuo sito è più romanzata anche se però del tutto aderente alla realtà dei fatti. Key West è un posto dove il tempo scorre lento e si perdono i contorni di quello che fino a poco prima è stato il mondo in cui si viveva. Qui semplicemente ci si lascia vivere avvolti dal tepore del clima e dall’odore del mare, dal grido dei gabbiani e dalle dolci musiche nei locali. Ci tornerò ancora una volta.

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      • E’ stato un immenso piacere ospitarti nel mio blog, lo sai. Ci tornerai, certo, c’è un gattino nero che ti aspetta 🙂
        Della Florida ricordo tante cose gradevoli, mi è tanto piaciuta nonostante il tasso di umidità elevatissimo. Non potei visitare la base spaziale nonostante fosse in programma per non lasciare mio marito da solo in albergo in preda a un ascesso molare. Quando gli amici tornarono dalla visita erano distrutti dalla stanchezza ma entusiasti e affascinati da quanto avevano visto e appreso. Ora si dice che bisogna sempre lasciare qualcosa da vedere per doverci tornare…
        chissà…

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