Budapest

Ho trascorso otto giorni a Budapest e ho avuto modo di conoscere molti aspetti di questa città che nei viaggi precedenti (più brevi) non era stato possibile scoprire.

Elegante e tranquilla come una vecchia signora Budapest ti accoglie con i suoi palazzi che parlano di sfarzi ormai trascorsi; parlano di feste, di carrozze e di donne e uomini eleganti. Di un passato glorioso spentosi negli anni bui dell’occupazione sovietica. Nei miei viaggi precedenti ricordo molti di questi palazzi vuoti e anneriti dal tempo ma stavolta ho notato con piacere che un certo numero sono stati ripuliti e sono tornati a mostrare luminose stanze dietro alle facciate intarsiate.

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Boscolo Hotel
Boscolo Hotel

….io le ho viste eccitate, buffe, sudate per la felicità….negli alberghi dove si balla gridare l’allegria. Cantava così Claudio Baglioni nella sua “Ragazze dell’est” e non è difficile immaginare questa scena in un albergo come il Boscolo Hotel…

New York cafe
New York cafe
New York cafe
New York cafe
Boscolo Hall
Boscolo Hall

Siamo in quello che era il quartiere ebraico dove si trova la Sinagoga di Budapest che è la terza al mondo per dimensione. La visita guidata ci immette in quello che è stata la vita in questo quartiere fino alle devastazioni subite nel periodo nazista e le privazioni del successivo periodo comunista. La Sinagoga è solo uno dei simboli del popolo ebraico qui a Budapest; la più grande ed elegante ma non l’unica in città.

Interno della Sinagoga
Interno della Sinagoga

Lungo la sponda est del Danubio c’è un altro simbolo che ricorda le sofferenze del popolo ebraico. Un monumento fatto di sole scarpe perché le scarpe erano l’unica cosa che rimaneva (preziose; andavano lasciate per essere riutilizzate) dopo che le donne e gli uomini venivano uccisi e buttati nel fiume.

Monumento Olocausto
Monumento Olocausto

Attraversiamo il più meridionale di punti del centro città e arriviamo a Buda; più precisamente sotto la collina Gellert e già il nome richiama alla mente le famose terme.

Ponte della Vittoria
Ponte della Libertà (particolare)

Le terme Gellert sono tra le più famose di Budapest che, a tal proposito, venne chiamata dai Romani “Aquincum” proprio ad indicare l’abbondanza di acque termali. In questa struttura, completa con un hotel 4 stelle, si può stare tutto il giorno pagando un ingresso usufruendo di trattamenti con le calde acque termali o dei massaggi o altro per un completo benessere. Sono molti gli abitanti di Budapest che le usano e molti anche i turisti. Poco più avanti c’è un altro edificio termale, le Terme Rudas, una tra le più antiche, in uso fin dai tempi dell’occupazione turca.

Terme Gellert
Terme Gellert
Terme Gellert
Terme Gellert

Molto belle anche le Széchenyi con le piscine all’aperto utilizzate anche in pieno inverno visto la temperatura dell’acqua che crea un ambiente tiepido e piacevolissimo dove la gente si immerge nonostante la neve intorno.

Széchenyi
Terme Széchenyi (foto dal sito Szechenyifurdo.hu)
Szechenyi
Terme Széchenyi (foto dal sito Szechenyifurdo.hu)

Poco distante c’è una riproduzione di un castello romeno con altre costruzione a formare un piccolo villaggio molto grazioso. Ricordiamo che ai tempi del re Mattia Corvino l’Ungheria strinse alleanza con la Transilvania del principe Vlad Dracul per difendersi dagli attacchi dei turchi.

Vajdahunyad Vàra
Vajdahunyad Vàra

Saliamo quindi nella parte alta di Buda, nella cui piazza centrale sorge la chiesa di Re Mattia dove questo sovrano si sposò e dove Francesco Giuseppe d’Asburgo -Lorena fu incoronato Re d’Ungheria e, poco più avanti, il Bastione dei pescatori che prende il nome dalla corporazione dei pescatori che era stata incaricata di difendere questo tratto di mura della città durante il Medioevo. Poco distante da qua c’è il Ruszwurm, uno dei bar storici di Budapest frequentato dall’Imperatrice Elisabetta.Chiesa di Re Mattia

Chiesa di Re Mattia

Bastione dei Pescatori
Bastione dei Pescatori

Ridiscendiamo quindi verso il Danubio e attraversiamo il Ponte delle Catene per tornare a Pest. Non siamo distanti dal Parlamento ungherese che con le sue guglie assomiglia molto al palazzo di Westminster a Londra anche se è un miscuglio di stili che lo rende unico.

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Ponte delle Catene
Parlamento
Parlamento

Per ultimo ho voluto vedere un monumento a quel romanzo che credo tutti abbiamo letto da giovani: “I ragazzi della via Pàl” ambientato proprio qui a Budapest.

Ragazzi della via Paal
Ragazzi della via Pàl

L’Ungheria è sempre stata un “terra di mezzo” invasa da tutti quei popoli che nei millenni si siano trovati a passare da lì sia che fossero diretti verso l’Europa (Mongoli e altri) sia verso sud (Vikinghi) sia verso nord-ovest (Turchi) e possiamo dire che tutti hanno lasciato qualcosa. L’esempio può essere la lingua ungherese che non ha niente a che vedere con quella slava o sassone delle regioni che la circondano ma è strettamente imparentata con il finlandese e l’estone che sono abbastanza distanti. Le Terme si devono a Romani e Turchi e i palazzi di oggi al periodo dell’ Impero Austro-ungarico. La musica tzigana unisce tutto questo in una atmosfera che percepiamo ormai troppo turistica in quanto bisogna fare uno sforzo di fantasia per immaginare un paese dell’est che oggi non esiste più in quanto tale. Forse in qualche strada, in qualche angolo, nella memoria di molti anziani e sui libri di storia si legge di uno splendore cancellato che cerca faticosamente di riemergere.

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3 Comments

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  1. Mia nuora è ungherese 🙂 e Budapest l’ho visitata varie volte. Una città che ha davvero un fascino indescrivibile.

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  2. Incantata a guardare le tue foto, faccio un emozionante tuffo indietro:l’ultima volta solo 24 h. a Budapest e seguendo i tuoi consigli ho visto e rivisto tantissimo (compreso quello dellla statua del cavallo col “coso” d’oro. Non ricordo se ti ho mandato la foto).

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