FIDELIS NOSTRIS AFFIXA MEDVLLIS

Esattamente mille anni fa ( 1016 ) i primi Normanni della famiglia Altavilla arrivarono nel sud Italia e trovarono nemici da combattere e terre da conquistare. Ma sebbene spietati nei combattimenti sapevano gestire le loro terre in modo armonioso affinché il popolo non subisse la dominazione ma partecipasse al bene comune. Grazie a questa politica fu creato e fiorì quello che è stato il più illustre regno del medioevo e che trova pochi riscontri anche nei secoli a seguire: il Regno di Sicilia di Ruggero II° alla cui corte vissero i massimi esponenti di ogni disciplina al tempo conosciuta. Il Regno continuò poi con famiglia sveva Hohenstaufen con altrettanto lustro fino a quando gli Angioini, appoggiati dal Papa che non aveva mai visto favorevolmente uno stato forte confinante con i propri domini, scomunicando gli stessi Normanni come popolo (ma di cui si era più volte servito nelle guerre contro i bizantini) e scomunicando anche Federico II° di Svevia che dai Normanni aveva ereditato il Regno e perseguendo la politica del Dividi et Impera, riportarono il meridione d’Italia a quella condizione da cui fatica ancora ad uscire.

Ho voluto festeggiare questa millenaria ricorrenza con un viaggio In Inghilterra, uno in Puglia e uno qui in Sicilia dove vivo per sottolineare il legame che esiste tra queste tre terre. Se è facile intuire quello tra la Sicilia e la Puglia risulta più oscuro quello di queste due regioni italiane con l’Inghilterra ma sono proprio i Normanni ad averci uniti esattamente mille anni fa quando, come detto, alcuni esponenti della famiglia Hauteville si diressero verso l’Italia Meridionale mentre Guglielmo (che poi sarà chiamato Il Conquistatore) attraversando la Manica, instaurò quel Regno che ancora oggi continua con Elisabetta II Windsor erede ius sanguinis di Guglielmo Il Conquistatore.

Non mi dilungo sulla storia e sulla presentazione dei posti e mi limito solo a qualche spiegazione. Questo vuole essere sono un omaggio a quel popolo da cui discendiamo molti meridionali che ci ha lasciato importanti eredità e un esempio di condotta politica e sociale che nessun altro è più riuscito a realizzare.

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Puglia quindi. Fermo restando che qui esiste un castello federiciano in quasi ogni paese ho fatto una scelta e ho cominciato la mia visita con Trani e la sua magnifica Cattedrale in stile romanico pugliese riscontrabile in altre cattedrali di questa regione ma che qui, anche per la posizione proprio sul mare e per il colore della pietra con cui è stata costruita, spicca in tutta la sua magnificenza.

Cattedrale di Trani
Cattedrale di Trani

Mi sono poi addentrato in quello che era il quartiere ebraico con le stradine strette che portano ancora i nomi del tempo (Via Cambio, via La Giudea ecc….) per andare a vedere una delle più antiche Sinagoghe d’Europa: La Sinagoga Scolanova (1244) che nel corso dei secoli è stata convertita in chiesa cristiana (tanto che molti tranesi stessi non sapevano della sua nascita come Sinagoga) per poi tornare nel 2005 alla sua funzione di luogo di culto ebraico.

Sinagoga di Trani
Sinagoga di Trani

Il giorno seguente sono andato a Monte Sant’Angelo che rappresenta il capolinea sud della Via Francigena che parte a nord di Reims (ma non dimentichiamo Canterbury che entrò di diritto nella mappa dei pellegrinaggi dopo l’assassinio di Thomas Becket). Qui a Monte Sant’Angelo la devozione per San Michele Arcangelo affonda ad una data precedente il 500 e fino ad oggi si mantiene ancora viva. Anche i Normanni frequentarono questo posto per esprimere la loro religiosità e da qui passava una delle vie per Costantinopoli e Gerusalemme utilizzata anche per la Prima Corciata.

Monte Sant'Angelo
Monte Sant’Angelo

La Cattedrale di Andria conserva le spoglie mortali di Isabella d’Inghilterra e di Iolanda di Brienne due mogli di Federico II° di Svevia. Egli scelse di seppellirle qui perché Andria è stata la città più fedele all’Imperatore e, al ritorno dalla sesta crociata, fece costruire la Porta di Sant’Andrea dove sta scritto  ANDRIA FIDELIS NOSTRI AFFIXA MEDULLIS a significare il particolare legame che lo legava questa città.

Isabella e Iolanda
Isabella e Iolanda
Porta di S. Andrea
Porta di S. Andrea

Poco ad ovest di Andria sorge Castel del Monte che non ha bisogno di presentazioni.

Castel del Monte
Castel del Monte

Solo un particolare è da far notare e ancora una volta mette in risalto il legame tra Federico II° di Svevia e la città di Andria. Tutte le finestre del piano superiore del castello sono bifore tranne una, quella che guarda verso Andria. L’Imperatore ha voluto donare questo “sguardo speciale” verso la città Fedele Fino al Midollo.

Trifora a castel del Monte
Trifora a castel del Monte

Ma sappiamo che gli Svevi successero ai Normanni e i primi a venire in queste terre, a combattere, a conquistare e a strappare concessioni su cui in seguito costruirono il proprio illustre regno furono, come detto, i membri della famiglia Altavilla che oggi riposano tutti insieme in una chiesa di Venosa, in Basilicata. Doveroso andarli a trovare.

Tomba degli Altavilla
Tomba degli Altavilla

In questa piccola chiesa sono sepolti tutti i primi Altavilla compreso Roberto il Guiscardo che insieme al fratello Ruggero strappò la Sicilia alla dominazione araba dopo oltre duecento anni (i bizantini non c’erano mai riusciti o non avevano mai voluto farlo). Questa chiesetta doveva essere inglobata in una molto più grande costruita dai Benedettini ma per varie ragioni non fu mai portata a termine e oggi si visita ciò che rimane e il tutto ha un fascino particolare anche perché questa chiesa si trova sopra una parte della antica città romana che sta venendo fuori man mano che proseguono gli scavi. Si, Venosa è stata anche questo: città romana che ha dato i natali a Orazio Flacco: ” Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quo ultra citraque nequit consistere rectum”.

Incompiuta
Incompiuta

E l’Inghilterra? Beh, rapidamente diciamo che Isabella d’Inghilterra, moglie di Federico II° era la figlia di Re Giovanni Senza Terra e che Giovanna Plantageneto, moglie di Guglielmo II Altavilla ne era invece la sorella. Inoltre quando il padre di Giovanni e Giovanna Plantageneto, Enrico II°, fece uccidere il vescovo di Canterbury Thomas Becket si stava costruendo il duomo di Monreale e Guglielmo volle che la sua effige fosse riportata insieme a quelle dei martiri della Chiesa e poiché fu realizzata solo pochi anni dopo la morte del vescovo essa è una immagine molto fedele all’originale. Un altro omaggio di Palermo a Thomas Becket si trova anche nella stessa cattedrale inglese ed è il pavimento a mosaico, molto simile a quello che si può vedere nella Chiesa della Martorana a Palermo, entrambi costruiti da abili maestranze del tempo, su cui si trovava il suo sepolcro e che fu distrutto da Enrico VIII° Tudor quando, scegliendo la fede anglicana, sciolse gli ordini monastici in Inghilterra impossessandosi di tutti i beni.

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  1. La Storia ci accompagnerà sempre.

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