Regnum Siciliae

Eccoci arrivati al termine del viaggio compiuto esattamente 1000 anni fa dai Normanni che dalla loro regione nel nord della Francia arrivarono nell’Italia meridionale. Viaggio che ho ripercorso in questo 2016 proprio per celebrare questo evento.

Palermo fu conquistata il 10 gennaio 1072 e da quel momento inizia la storia Normanna in Sicilia che porterà alla proclamazione del Regno di Sicilia nel 1130 e alla formazione del più antico Parlamento del Mondo.

La capacità dei Normanni, consapevoli di non poter gestire da soli un Regno che andava dalla Campania alla Sicilia, fu quella di integrare nel tessuto sociale, amministrativo e legislativo, gli stessi popoli che avevano battuto e quindi incarichi di governo furono dati agli stessi arabi e agli ebrei a seconda della loro specializzazione.

Cominciò la lavorazione della seta, fino a quel momento di esclusiva competenza di Bisanzio e la costruzione di chiese e palazzi dove la fusione di religioni e stili ha prodotto gioielli come quelli illustrati nelle foto che seguono:

La Zisa, il cui stesso nome viene dall’arabo e significa “La Splendida”, era il luogo di relax della corte. Situata a circa 1 km dal Palazzo Reale (che è la più antica residenza Reale del mondo) era immersa in lussureggianti giardini di palme, agrumi e ogni altra pianta mediterranea e in questi giardini scorrevano due fiumi: il Papireto e il Kemonia e l’acqua veniva convogliata fin dentro la Zisa per poi uscire da una parete e scorrere rinfrescando gli ambienti.

La Zisa
La Zisa (1165) Esterno lato ovest
La Zisa
La Zisa.     Si vede il percorso iniziale dell’acqua che scaturiva dal muro di fronte, scendeva dalle due “grattugie” ai lati e correva nel canale di marmo riempiendo le vasche ottagonali dentro…..(continua nella foto sotto)

Zisa

La Zisa – …e fuori dove si ripete il disegno dell’ottagono che spesso troviamo nei mosaici arabi e che qui viene usato diversamente.

Il palazzo della Zisa ha le facciate principali orientate esattamente in direzione nord/sud e si trovava all’interno dell’immenso parco che era

chiamato “Il Genoardo” che significa Il Paradiso in Terra.

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Palazzo dei Normanni – Cappella Palatina (1130) Quanto di meglio possa produrre l’unione delle conoscenze è riscontrabile nella Cappella Palatina che con il suo soffitto decorato con le tipiche muqarnas arabe su cui in ogni spicchio sono presenti stelle lignee con rappresentazioni di animali, danzatori e scene di vita della corte islamica e del paradiso com’è descritto nel Corano.

Palatina2

Le scritte sono il latino e in greco e insieme alla stessa forma della Chiesa indicano il perfetto sincretismo tra diverse religioni e tra diversi stili nonché tra diversi modi di intendere il mondo riscontrabile nella stessa corte Normanna così come nella società di quel tempo nel Regno di Sicilia.

Palatina1

Le figure del mosaico assumono caratteristiche particolari diventando una evoluzione dell’arte musiva bizantina qui dove si mischia con la manualità araba sotto la gestione normanna. Le figure sono rappresentate in forme plastiche molto espressive e facendo attenzione si nota una linea rossa che le contorna e che serve a dare rilievo. Giotto comincerà ad usarla alla Cappella degli Scrovegni oltre 150 anni dopo.

Stanza di Ruggero
Stanza di Ruggero

Palazzo dei Normanni – Stanza di Re Ruggero. Pavoni persiani e uccelli del Corano decorano questa stanza oltre ad animali di ogni tipo che sembrano muoversi tra palme e intrecci.

San Giovanni degli Eremiti

San Giovanni degli Eremiti (1136) Poco distante da Palazzo dei Normanni si trova questa costruzione più araba che cristiana; più moschea che chiesa. Cupole rosse inscritte in torri quadrate quasi a ricordare la terra e il cielo e un chiostro con archi ogivali il tutto immerso in un giardino. Sembra di passeggiare in un altra epoca, in un alta regione del mondo tra palme e piante di acanto.

A sinistra la Chiesa Santa Maria dell'Ammiraglio -1143- (chiamata della Martorana) e a destra San Cataldo -1154-
A sinistra la Chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio -1143- (chiamata della Martorana) e a destra San Cataldo -1154-

Un vero gioiello esternamente modificato nei secoli dal portale barocco (visibile a sinistra) lasciando l’ingresso principale a sud proprio sotto il campanile. All’interno mosaici e pavimenti bizantini e alle pareti il mosaico dell’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla (foto sotto).

Rogherios

Ruggero II riceve la corona di Re di Sicilia direttamente da Dio che, per rispetto, è stato disegnato leggermente più in alto del Re. Cominciava così il Regno di Sicilia che sarebbe durato fino alla fusione della famiglia Altavilla con quella degli Hohenstaufen dalla cui unione nacque Federico II di Svevia. Con vicende alterne, in realtà, questo Regno è sopravvissuto fino al 1848 divenendo in seguito parte del nuovo Regno d’Italia.

Ruggero

Duomo di Palermo – Tomba di Ruggero II d’Altavilla. Sepolto accanto a Costanza d’Altavilla e subito dietro a Federico II° di Svevia e suo padre Enrico VI° Hohenstaufen quasi a rappresentare il cambio di dinastia con gli Altavilla che lasciano il posto agli Hohenstaufen.

Duomo di Monreale (1174)
Duomo di Monreale (1174)

Guglielmo II d’Altavilla fece costruire questa chiesa ricoprendo l’interno con 6400 metri quadrati di mosaico che ne fa la prima al mondo per estensione dei mosaici che al tempo furono costruiti per illustrare la Bibbia alla gente che li guardava. Genesi, Vangeli e Apocalisse sono illustrati nelle pareti sottolineando l’unione tra cielo e terra in quanto i fedeli “vedono” ciò che celebrano e “celebrano” ciò che vedono.

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Poco prima di arrivare all’altare si incontrano i due troni uno a destra e uno a sinistra su cui sedevano il Re e l’Arcivescovo. Si nota subito la differenza sia per le decorazioni che per l’altezza in quanto il trono del Re è più alto di quello dell’Arcivescovo e questo perché Papa Urbano II° aveva concesso agli Altavilla la Legazia Apostolica per cui in Sicilia la chiesa dipendeva dal papa per gli aspetti religiosi, dal monarca per gli aspetti amministrativi, giudiziari e della disciplina del clero.

Monreale3

Nelle opere che ci hanno lasciato si può avere una idea della magnificenza della corte Normanna di Sicilia. A Palermo il 13 febbraio 1177 Guglielmo II d’Altavilla sposò Giovanna Plantageneto, sorella di Riccardo Cuor di Leone e in quella occasione lo sfarzo dimostrato dalla corte meravigliò gli inglesi in quanto anche i servi vestivano di seta e la seta a quei tempi era quanto di più raro si potesse avere.

Monrealechiostro

Chiostro di Monreale

 

Costruito intorno al 1300 il Palazzo Steri-Chiaromonte presenta le tipiche ogive arabo-Normanne. I Chiaramonte furono una delle più influenti famiglie siciliane e governavano grandi feudi e insieme ad altre famiglie formavano quella nobiltà che possedeva splendidi palazzi nelle principali città della Sicilia. Il Palazzo Steri-Chiaromonte è passato alla storia perché a partire dal 1600, sotto dominazione spagnola, è stato la sede dell’Inquisizione. Qui si tenevano i processi che quasi sempre finivano con una condanna e questa condanna iniziava con la detenzione nelle celle che solo da pochissimi anni sono state restaurate e sotto l’intonaco delle pareti sono emersi i disegni con cui i condannati cercavano di dire la loro oppure ricordavano il mondo che non avrebbero più rivisto.

Palazzo Steri-Chiaromonte
Palazzo Steri-Chiaromonte cortile interno

Nella foto sotto si vedono tre stanze di detenzione con i graffiti.

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Nella foto sotto un prigioniero ha disegnato la flotta cristiana in partenza dal porto di Messina per la battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

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Nella foto sotto, a sinistra, la testa del Leviatano, simbolo della potenza di Dio, che divora il popolo ebraico (vedere i nomi ebraici dei personaggi disegnati) mentre a destra uno scritto un inglese del 1600 sta a indicare come anche gli stranieri finivano in queste carceri.

Leviathan

Per ultima l’immagine che ho ritenuta più significativa: un paio di mani giunte in preghiera. Si vedono solo quelle come a significare che l’uomo “scompare” in queste carceri dure e oscure e le mani che pregano chiedendo perdono o pietà sporgono dalle sbarre o emergono dalle tenebre in cui il condannato vive gli ultimi momenti della sua vita.

Sterimani

« E quel che vedi ne l’arco declivo,
Guglielmo fu, cui quella terra plora
che piagne Carlo e Federigo vivo:
ora conosce come s’innamora
lo ciel del giusto rege, e al sembiante
del suo fulgore il fa vedere ancora. »
(Dante, Paradiso, canto XX, linee 61-66)

Altavilla

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14 Comments

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  1. Ciao! Ma non lo aggiorni più il tuo blog?

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  2. Ero certa di aver lasciato un commento in questo post. La memoria inizia a fare scherzi…sarà l’età, sempre più impietosa!
    Ho stampato il post, foto comprese, e ho dato tutto a mio nipote che è stato a Palermo per lavoro per una settimana. Tornato, mi ha detto che ha visto tutto con occhi diversi. Ti ringrazia.

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  3. Un vero spettacolo. Non si può non rimanere affascinati nell’ammirare certe ricchezze che la nostra bella terra ci offre. Bellissimo reportage sia per la descrizione dei luoghi che per le foto. Mio marito ha appena commentato:”Mi piacerebbe ritornare in Sicilia e fare un giro anche in Campania”. Ok deciso!! Pe il momento lasciamo da parte sogni relativi a viaggi d’oltre oceano e dedichiamoci alla nostra bella Italia. Ciao e buon ferragosto 🙂

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  4. cavaliereerrante 16 novembre 2016 — 4:19

    Non è il fatto che Tu ti chiami BRUNO, come me, a spingermi alla lode di questo tuo prezioso Blog, che ci conforta, rassicurandoci che la bellezza, non ostante tutte le infamie che la feriscono, vive ancora integra e affascinante, struggente e splendida quando accenda la Memoria !
    Grazie, amico caro … GRAZIE ! 🙂
    @Cavaliereerrante

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